Il gioco del telefono senza fili
Porte in faccia dalle istituzioni, contratti alla NASA, brevetti, finanziamenti, cervelli in fuga, ricercatori…
In quest’ultima settimana sono state spese molte parole, parole che mi hanno descritta in modi diversi che non sempre sono stati specchio della realtà.
Uno degli episodi a cui faccio riferimento è stata la menzione come sostenitrice di De Magistris per il suo progetto di ricostruzione di Napoli, progetto di cui non ero neanche a conoscenza.
Ciò che mi preme chiarire in questo contesto è il quadro che più testate hanno dipinto a tinte fosche, quello dell’Italietta dalle università vecchie e snob e dei cervelli in fuga, quadro che non rende conto delle istituzioni italiane che mi hanno aperto le porte, sostenuta, incoraggiata ed educata e che in molti contesti pubblici non ho mancato di menzionare.
A maggio, dopo la vittoria del concorso Axelera Singularity Contest, che metteva in palio una borsa di studio di 30.000 dollari per partecipare al corso Graduate Studies Program 2012 della Singularity University di base nel centro ricerca NASA di Mountain View, ho iniziato a bussare a delle porte di diverse istituzioni italiane, per chiedere un sostegno e un coinvolgimento di media partnership per il mio blog, Singularity trough my eyes, per le spese di viaggio ed assistenza sanitaria che non erano comprese nella borsa di studio.
Ho avuto la pronta risposta personale del sindaco di Firenze Matteo Renzi che mi ha indirizzata al coordinatore dell’Area Programmazione, Sostenibilità e innovazione del Comune, l’ing. Giovanni Menduni, il quale a sua volta mi ha invitata ad un incontro a cui sono seguite diverse occasioni di incontro e di contatto.
Alla Provincia di Livorno sono andata personalmente, per vedere quali tipi di opportunità potessero essere compatibili con le mie esigenze, trovando anche qui tanta disponibilità e voglia di collaborazione.
Toscani nel Mondo ed in particolare Nicola Cecchi mi hanno accolto a braccia aperte, come InToscana e GiovaniSi con cui abbiamo da subito stabilito una Media Partnership con il mio blog personale.
Questo breve diario di bordo delle settimane precedenti alla mia partenza mostrano che nessuno in Italia mi ha chiuso le porte in faccia, compresa la mia Università, l’ISIA di Firenze, che mi ha sostenuta ed aiutata in ogni mia perplessità ed esigenza.
Ciò che ho detto in più di un’ intervista non è molto distante da quanto ho scritto qui sopra ma è stato manipolato e riportato in maniera inesatta per proporre l’ennesimo esempio di una Italia che si vuole piangere addosso e che pensa che l’unica soluzione sia andare all’estero, dove tutto sembra più bello, nuovo e luccicante e le opportunità sono tante e per tutti.
Non sono un cervello in fuga, non sono fuggita, sono andata e poi tornata, da un’ esperienza che vorrei potesse essere di tutti, il mio intento non è quello di fuggire, cerco la mia strada, come tutti e colgo le occasioni che mi si presentano.
Questa emigrazione, il brain drain di giovani talenti ha certamente degli aspetti negativi se la fuga è costretta ma aldilà della facile retorica è un passaggio essenziale per la formazione in qualunque tipo di professione e per l’arricchimento culturale di ogni individuo.
La differenza fra i due fenomeni è che il primo si chiama fuga, il secondo mobilità.
Credo che in Italia e più in generale in Europa, le acque inizino a muoversi vedo una voglia di recuperare il terreno perso in questi ultimi anni. Forse è la mia natura ottimista che mi guida, ma credo che ci sia un piccolo spazio di ottimismo all’orizzonte per chiunque si sforzi di guardare lontano.
Personalmente sono grata per quello che ho ricevuto e sto ricevendo dall’Italia, continuo ad essere studentessa alla specialistica dell’ISIA di Firenze, che ho frequentato per 5 anni, nessuno mi ha offerto un contratto a 5 cifre in America, come da alcuni articoli si poteva immaginare.
Sono grata all’ISIA per le opportunità, la formazione ricevuta e per i rapporti che si sono creati con studenti e docenti, e ritengo che questa importante realtà dell’alta formazione italiana, dovrebbe essere meglio supportata dalle Istituzioni per il servizio che rende ai giovani e al territorio.
Sono riconoscente ad Axelera, giovane organizzazione italiana fatta da italiani che ha lo scopo di favorire lo sviluppo e il potenziale italiano per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, Axelera mi ha permesso di partire alla volta dell’America con la borsa di studio che l’organizzazione stessa ha messo a disposizione.
In particolare ringrazio le persone che mi hanno aiutata, spronata ed hanno permesso questa esperienza che mi ha cambiato la vita ed in particolare mi riferisco in primis al mio mentore, il Prof. Paternich, al Direttore S. M. Bettega, l’occhio dall’alto, e a Riccardo Sabatini, senza il suo foglietto nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile e in fine tutti i membri di Axelera che hanno scelto di puntare su di me e hanno creduto nelle mie capacità e nella mia potenzialità.
Grazie di cuore 10⁹!
Cari saluti a tutti,
con affetto
Caterina
















































